Parliamo di omosessualità

Uscire allo scoperto, cioè non nascondere la propria omosessualità, è un processo che può comportare diversi passaggi: ammettere con se stessi di essere gay, conoscere altri omosessuali, dirlo ai familiari e agli amici, prendere parte a una manifestazione per i diritti degli omosessuali.
Uscire allo scoperto significa lasciarsi alle spalle certi sentimenti che provavamo prima come la vergogna, i sensi di colpa, l’odio per noi stessi. Significa rafforzare il nostro senso di identità e tener testa a chi reagisce male al fatto che siamo apertamente quello che siamo.

Per alcuni è difficile trovare una parola che definisca la loro sessualità.
A volte perché non sono ancora pienamente consapevoli delle loro emozioni e inclinazioni.
Alcune persone non intendono definirsi né omosessuali, né eterosessuali, né bisessuali. Altre preferiscono aspettare di aver fatto più esperienze per capire che cosa gli piace e quali rapporti sono significativi per loro.
Prima di tutto occorre uscire allo scoperto con se stessi, questo è il primo passo.
In certi casi il riconoscimento della propria omosessualità sembra una scoperta così esaltante che si vorrebbe gridarlo ai quattro venti.
Ma è importante rifletterci e prepararsi a poco a poco a dirlo agli amici e ai familiari. Può essere doloroso tenere nascosta una cosa come questa alle persone che ti conoscono e ti vogliono bene, ma è più doloroso affrettare troppo i tempi.
Non lasciarti indurre da nessuno e da nessuna circostanza a uscire allo scoperto prima di sentirti abbastanza forte e abbastanza tranquillo/a circa la tua identità da poter far fronte alle reazioni della gente.
Sei tu l’unico/a che può decider quando è tempo di dirlo alle persone di cui ti importa. Se ti trovi in una fase di ribellione contro i genitori, la tentazione di “uscire allo scoperto” solo come gesto di provocazione può essere forte, ma non è una buona idea.
Dichiararsi omosessuali può comportare grossi cambiamenti nella vita di una persona ed è quindi importante fare le cose con calma.
Conviene cominciare col dirlo alle persone che ti conoscono meglio e che ti vogliono bene.
Poiché i genitori e la famiglia occupano un posto molto importante nella vita di ciascuno di noi, verrà il momento in cui sentirai il bisogno di dirgli chi sei e che cosa provi.
Anche per i genitori l’uscita allo scoperto di un figlio o una figlia adolescenti può essere un’esperienza difficile.
I genitori che reagiscono negativamente alla rivelazione dei figli spesso hanno in mente dei pregiudizi verso gli omosessuali e forse temono che la società dia la “colpa” a loro, come spesso accade ai genitori quando i loro figli sono “diversi” o anticonformisti.
Oppure possono pensare di avere “sbagliato” qualcosa nell’educazione dei figli.
O si preoccupano delle reazioni degli amici o dei loro stessi genitori, o si sentono delusi perché avrebbero voluto avere dei nipotini.
A volte sono preoccupati perché sanno che certa gente potrà rendergli la vita più dura a causa della loro omosessualità.
In alcuni casi si tratta di preoccupazioni che richiedono tempo per essere chiarite e superate, certo è che è un grande sollievo per tutti se i genitori riescono ad accettare l’omosessualità dei propri figli; spesso dietro la disapprovazione e i litigi può esserci molto amore.
Uno psicoterapeuta può accogliere la richiesta di aiuto della persona, le preoccupazioni e i dubbi, può aiutare a chiarirne i sentimenti ed esprimere/gestire le proprie emozioni.
Certo che gli psicoterapeuti che ancora pensano di “curare” dall’omosessualità, cambiando l’orientamento e l’inclinazione della persona, non sono affatto utili per il percorso di conoscenza e di scoperta della stessa.

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Riferimenti bibliografici

  • “Cambia il corpo, cambia la vita” di Ruth Bell, Ed. Feltrinelli, 1982.
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