Prova con una storia: Un racconto sulla lontananza

Nella calda savana africana, vivevano molti branchi di elefanti.
In uno di questi branchi viveva Bingo, un elefantino davvero speciale: era piccolo piccolo e tutto rosa. Bingo era vispo, allegro e rendeva tutti felici.
Un giorno Bingo si fece un grande amico: Fred, che viveva in un altro branco.
Anche Fred era un elefantino molto speciale: era tutto a pois.
Fred e Bingo passavano il tempo a fare chiasso, a sguazzare nelle pozze, a spruzzarsi acqua e a poltrire all’ombra dei baobab.
Andavano così d’accordo che si capivano anche senza parlare: bastava loro un solo sguardo, o una leggera sventolata d’orecchi, o un piccolo movimento della proboscide.
Ma un giorno la mamma di Fred disse: “Il nostro branco ha deciso di andare a vivere altrove. Purtroppo dovete dirvi addio”.
I due elefantini si salutarono stringendosi a lungo la proboscide.
Erano entrambi molto tristi.
Bingo, immobile, seguì con lo sguardo il suo amico, finché non lo vide sparire dietro l’orizzonte.
Fred si voltò più volte indietro, finché Bingo fu solo un puntino rosa che si stagliava contro il cielo.
Bingo ora si sentiva così triste che non aveva più voglia di giocare.
Senza Fred, non c’era più gusto.
A volte era anche arrabbiato con la mamma di Fred, che si era portata via il suo amico.
“Piangere non serve a niente, tanto non può tornare” gli ripeteva un elefante del branco.
“Capita a tutti di perdere un amico. Ma vedrai, te ne farai presto uno nuovo” cercava di consolarlo un altro.
“Inventa qualche nuovo gioco, così penserai meno a lui e un giorno lo dimenticherai” gli diceva un altro ancora.
Tutti i membri del branco si preoccupavano molto per Bingo.
Visto però che non si riprendeva, l’elefantessa più anziana del branco gli consigliò un giorno di andare da Enrica, la civetta.
Enrica era conosciuta in tutta la savana per la sua saggezza e tutti, quando avevano bisogno di un consiglio, andavano da lei.
Fu così che Bingo, dopo ore di viaggio, arrivò all’albero dove abitava la civetta.
Enrica ascoltò la sua storia con molta attenzione.
Poi dondolò più volte la testa da sinistra a destra e da destra a sinistra, si schiarì la voce e finalmente disse:
Ci sono tre cose che devi fare.
“Prima cosa: quando sei triste, devi piangere, senza badare a chi ti sta intorno. Piangere è come quando ci sono le nuvole nere e piove. Quando smette di piovere tutto diventa più splendente.
Seconda cosa: racconta tutti i tuoi dispiaceri solo a chi ti vuole veramente bene.
Terza cosa: fai a Fred un po’ di posto nel tuo cuore, così lo avrai sempre vicino a te, anche se sarà lontano”.
“Grazie” disse Bingo, “ora mi sento già molto meglio”.
Quando Bingo arrivò a casa seguì i consigli della civetta.
Per prima cosa liberò tutta la sua tristezza, pianse per tre giorni e un’ora, finché dovette smettere per non annegare nelle sue stesse lacrime.
Poi Bingo raccontò alla mamma di quanto gli mancava Fred.
“Lo so è terribile perdere un grande amico” gli disse la mamma abbracciandolo forte con la sua proboscide.
Allora Bingo si strinse a lei e si sentì ancora meglio di quando aveva smesso di piangere.
Poi andò a sedersi da solo sotto un albero e cercò nel suo cuore un posto per Fred.
Quando l’ebbe trovato, Bingo di colpo si sentì molto meglio di quando si era confidato con la mamma.
Nel suo cuore c’era ora un grande e bellissimo posto per Fred.
Poi Bingo trovò che, di posto, nel suo cuore ce n’era ancora tanto: per tutti gli elefanti del branco, per tutti quelli che percorrevano la savana e anche per altri animali che ancora non conosceva.

Questo può sembrare un semplice racconto per bambini, in realtà ha una sua importanza, in quanto può essere utilizzato dall’adulto che diviene mediatore dei bisogni del bambino, permettendo di canalizzare le sue emozioni in maniera sana e costruttiva.
Nella storia, in questo caso, la civetta diventa l’adulto o anziano che dà consigli saggi al piccolo elefantino (nel quale il bambino si può identificare):
Piangere, raccontare agli altri i propri dispiaceri e fare all’amico lontano un posto nel proprio cuore.
Ecco che in caso di trasferimenti, cambio residenza o scuola, lontananza da parenti o amici, questa storia può rivelarsi utile e acquistare una valenza emotiva importante per il bambino coinvolto.

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Riferimenti bibliografici

  • “Come il piccolo elefante rosa divenne molto triste e poi tornò molto felice” di MoniKa Weitze ed Eric Battut, Edizioni Arka.
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