A parte il cancro tutto bene

E’ molto difficile parlare del brutto male “Il cancro” e spesso anche nominarlo non è semplice.
In questa battaglia il ruolo della famiglia è fondamentale come sostegno alla persona nell’accompagnarla in tale percorso con amore, forza, condivisione, rispetto e talvolta silenzio. Leggendo il libro di Corrado Sannucci “Io e la mia famiglia contro il male, a parte il cancro tutto bene”, mi hanno colpito delle parole del protagonista che ha vissuto in prima persona questa battaglia.
Credo siano esaustive del vissuto che può attraversare corpo, anima e mente di una persona alla quale viene diagnosticato il cancro.
Per questo riporto di seguito una parte di tale testimonianza di vita.

“Sono perseguitato dalle domande inutili di chi vuole essere partecipe alla mia battaglia.
La prima è: come ti senti? La realtà è che io non mi sento in nessun modo. Nessuna attività che percepisco del mio corpo ha attinenza con la mia effettiva condizione. Il fante nella trincea non giudica il suo stato dal fango che ha sugli scarponi, ma dal fuoco che lo attende appena alzerà la testa.
Il mio corpo è tutt’altro che muto, è un caleidoscopio di reazioni. E’ debole, fortificato dal doping cortisonico, iroso e poi euforico; non mi fa dormire, mi fa camminare a fatica, si riempie di ematomi dove è punto dagli aghi, dopo pochi gradini dona un affanno sconosciuto a un vecchio jogger come me. Non c’è un solo minuto in cui taccia e si astenga da riflessi, risposte, adattamenti. Le mani si stanno seccando, i capelli inaridendo dalle punte. Le ossa dolgono, come le travi di un palcoscenico cigolano calpestate da attori corpulenti. Ascolto e registro questi terremoti: ma sono i terremoti di una stella sulla quale non abito.
Io non “sto bene” perché oggi l’insonnia si è arresa tra le 5 e le 7.
Non “sto peggio” perché il quadricipite femorale ormai non riesce neanche a farmi tenere il passo di mia figlia all’uscita da scuola, quando scappa per inseguire un compagno di classe.
Non sono migliorato se le mie papille gustative si degnano di raccogliere il sapore delle verdure, non sono peggiorato se invece la mia nutrizione passa solo per i sapori brutali del gorgonzola.
Questo cinematografo degli organi e dei sensi non mi riguarda. Sono sensazioni alle quali puoi credere solo se credi alla verità di un bacio tra due attori: ma non raggiungono il mio intelletto, non riescono ad accreditarsi presso di lui.
Non assurgono a dignità di miei sentimenti, non glielo permetto. La mia anima è intatta, regge all’assedio del vociare del corpo. Nulla del mio pensiero deve venire intaccato.
Non misuro i miei cambiamenti fisici. Sono ingrassato per il cortisone, ma dimagrire o ingrassare non mi allontanerà o avvicinerà di un centimetro alla mia meta.
Quando mi sveglio la mattina non certifico la stanchezza o il vigore. La mia vigilanza diuturna, continua, assoluta, prescinde dalle ore che ho dormito.
Non mi sfugge niente dal vulcano interiore: ma io non mi “sento” bene o male se la lava scorre nella sua sciarra o invade e distrugge i campi.
Ho invece una percezione netta, scultorea, del mio impegno e della mia determinazione.
La domanda gradita sarebbe proprio questa: la tua anima è ancora salda?
Non me la fa nessuno”.

Certo queste parole profonde testimoniano anche una forza d’animo, una determinazione e un amore per la vita del tutto ammirabili.

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Riferimenti bibliografici

  • “Io e la mia famiglia contro il male”, di Corrado Sannucci, Ed. Mondadori, 2008.
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