L’altro è diverso

In una coppia all’inizio l’amore è quasi totalmente donato ed in questo senso ha molto dell’amore narcisista, è cioè un sentimento spontaneo che sorge da un incontro profondo di bisogni, interessi, emozioni e fantasie, un sogno che nasce da lontano e guarda lontano. È la fase dell’innamoramento, intessuta di segnali misteriosi, di ponti sospesi su una atmosfera rarefatta, un tempo in cui niente è sicuro, ma tutto è possibile ed il possibile sfiora orizzonti grandiosi. Con il passar del tempo il senso di novità si attenua, si allenta il desiderio di ricerca e di scoperta dell’altro e con esso la carica creativa; subentra l’abitudine, cieca maestra nei rapporti umani, che intrappola le persone in giochi vecchi e scontati. Emergono i difetti reciproci e con essi gli antichi egoismi, le delusioni e l’assurda rivendicazione di voler tutto per l’altro, al di là dell’errore dato. E’ il momento in cui l’amore sognato deve trasformarsi in amore concreto, reale, cha sa misurarsi con le difficoltà del vivere quotidiano, che sa resistere agli inevitabili conflitti di un rapporto umano, un amore non più regalato ma costruito giorno dopo giorno con intelligenza e volontà. E la prima difficoltà da affrontare è il fatto che l’altro è diverso, diverso da come lo si era immaginato, ma comunque diverso perché è altro da sé. La diversità fa sempre paura perché mette in discussione la propria identità, un’identità costruita fra molte incertezze alla quale si rimane tenacemente aggrappati.
In un certo senso occorre un atto di fede per accettare l’altro così come è, una fede che si radica nell’amore. Ma solo chi ha uno spessore sufficiente di personalità ed una buona fiducia in sé stesso, sa accettare sentimenti, convinzioni, abitudini diverse senza tremare; solo chi è flessibile e aperto al nuovo sa accettare un giudizio su di sé. Nella coppia, in particolare, occorre mettere nel conto quella fondamentale diversità che è data dalla differenza sessuale. Infatti il fisicità si riversa nello psichico e lo determina in gran parte. Si possono, a questo riguardo, individuare alcune linee di tendenza dell’identità maschile e di quella femminile, ma occorre tenere presente che le caratteristiche che si tenta, qui di seguito, di mettere in luce possono essere clamorosamente influenzati dall’affettività. L’uomo è portato alle visioni globali della realtà, ma possono sfuggirgli i particolari; la donna tende ad essere analitica e selettiva, ma proprio per questo rischia di non cogliere le vedute di insieme e i rapporti tra le parti. L’uomo, ancora, è più proiettato all’esterno, in genere nutre interessi sociali più marcati, ma fa fatica a percepire i suoi sentimenti ed ad analizzarli. La donna è naturalmente più introspettiva, più intuitiva, più centrata sui sentimenti e capace di una ricca dialettica nel settore affettivo al punto che il suo partner, di fronte alle sottili argomentazioni femminili, nel timore di dimostrarsi inferiore, può chiudersi in un ostinato silenzio, o peggio, punire l’altra con una serie ben calcolata di dispetti, che d’altra parte difficilmente possono essere razionalizzati. L’uomo tende alla conquista, al dominio; la donna può essere portata a desiderare sostegno e protezione, ma a questo riguardo possono nascere molte ambiguità, perché è anche vero che una delle massime aspirazioni della donna è quella di avere un’influenza determinante sul suo uomo e di essere il perno della famiglia. La donna inoltre tende a centrare i figli su di sé ed ha le doti per farlo; purtroppo quando il rapporto di coppia è fortemente conflittuale questa sua tendenza può avere conseguenze drammatiche per i figli. A questo si aggiunga la sostanziale diversità in cui viene vissuto il rapporto sessuale che prima di giungere a sentimenti di profonda donazione in cui i due partner possono sentirsi simili, percorre strade e tentativi diversi. Le diversità appena accennate costituiscono solo alcuni esempi della ricca gamma di differenziazione, che possono scaturire dal solo fatto della diversità sessuale. Poi naturalmente, occorre mettere nel conto tutte le altre differenze derivanti dalle tendenze costituzionali, dalle storie vissute innanzi tutto nelle famiglie di origine e nei diversi ambienti di vita, dagli incontri, dalle culture, dalle abitudini e da tutto ciò che ha formato il carattere e la personalità. Un posto di rilievo, ovviamente, ce l’hanno le identificazioni introiettate in famiglia e la conseguente tendenza a fare proiezioni e cioè attribuire al’altro sentimenti, idee, motivazioni di comportamento che in realtà rientrano solo nella storia personale di chi giudica. Infatti i rapporti vissuti in famiglia hanno determinato in gran parte la formazione della personalità, la costruzione non solo di un’immagine di sé, ma anche di un’immagine di partner e di un modello di rapporto di coppia. Ora, comunque siano stati tali rapporti, condizionano in modo nascosto ma tenacissimo i sentimenti ed il comportamento dei due partners, sia per imitazione che per reazione. Naturalmente per conoscere ed elaborare tali diversità occorre molto tempo ed impegno. L’attrazione sessuale ed affettiva che spinge un ragazzo ed una ragazza l’uno verso l’altro è uno dei più potenti dinamismi della vita. Ma tale attrazione iniziale deve rimandare innanzi tutto a se stessa, a rivedersi, a scoprirsi, a migliorare, deve avviare cioè ad un autentico sviluppo di personalità. Parallelamente incita ad approfondire con sempre maggior interesse e rispetto la conoscenza dell’altro. L’amore presuppone l’incontro di due libertà e perciò di due persone mature e consapevoli. Non esiste vero amore che non sia reciproco. L’amore a senso unico, per forte che sia, non è che una via senza uscita. Per tutto questo l’amore vero non può nascere in pochi giorni e neppure in pochi mesi. Richiede molto tempo. Il dono di sé all’altro, l’accettazione dell’altro in sé non sono mai completi, mai dati una volta per sempre. Il dono dell’amore tende per sua natura ad essere ripetuto. Il dinamismo dell’amore non si dispiega con pienezza che nel tempo: a forza di impazienze superate, di scoraggiamenti accettati, di gioie e di entusiasmi condivisi.

 

 

 

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