Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) è una delle dieci malattie mentali più invalidanti e che determina una peggiore qualità di vita, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS).
La prevalenza del DOC nel corso della vita è del 2.5%.
Diversi studi hanno dimostrato che la qualità di vita di questi pazienti è peggiore di quella delle persone con depressione, schizofrenia e dipendenza da sostanze.
Secondo il DSM-5, pensieri suicidari sono presenti nella metà degli individui con DOC, e circa il 25% di pazienti tenta il suicidio.
Le persone con DOC hanno una qualità di vita molto bassa, infatti il DOC può distruggere le relazioni interpersonali, portando gli individui a conflitto coniugale, separazione e divorzio, e può anche interferire pesantemente con la capacità delle persone di studiare o lavorare.
Infatti, per quanto riguarda la realizzazione scolastica/lavorativa, sappiamo che molti pazienti con DOC non riescono a studiare né a lavorare, o hanno un’occupazione ben al di sotto dei loro titoli di studio e delle loro capacità.
Inoltre, hanno problemi nello svolgere le normali attività quotidiane, e le loro relazioni sociali e sentimentali risultano profondamente danneggiate.
Tra i criteri diagnostici ricordati nel DSM per definire il Disturbo Ossessivo Compulsivo di personalità vi sono: pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti vissuti come intrusivi e inappropriati.
Nel DOC vi è un’eccessiva importanza attribuita ai pensieri con una necessità di controllo totale su su di essi, un eccessivo senso di responsabilità, perfezionismo, controllo sulle circostanze di vita, un’intollerabilità dell’ansia.
Bisogna però distinguere tra ossessioni, ossia pensieri che ritornano continuamente e in maniera tormentosa e compulsioni, ovvero impulsi volontari a compiere determinate azioni, col fine di placare, seppur momentaneamente, l’ansia generata dal contenuto delle ossessioni.
Per questo le ossessioni sono a livello mentale, mentre le compulsioni si traducono nell’atto pratico.
Ad esempio la compulsione di lavarsi più e più volte le mani può derivare dall’ossessione che si ha di contaminazione, di prendere ad esempio malattie infettive.
Vi sono vari tipi di ossessioni, da quelle di sporco e contaminazione, ossessioni numeriche (sui numeri, sulle date), ossessioni esistenziali (sulla vita, sulla morte), sessuali (stupro, omosessualità), religiose, dubitative, ossessioni collegate alla paura di arrecare danni agli altri.
Le compulsioni si traducono in rituali che possono essere di vario tipo, dai rituali di ordine e pulizia, di ripetizione e conteggio, di conservazione e accumulo a quelli di controllo (gas, luce) etc.
Le ossessioni e compulsioni causano disagio e interferiscono con il funzionamento lavorativo e/o scolastico e con le relazioni sociali. La persona riconosce che le proprie ossessioni sono inappropriate, tuttavia tende a ripeterle.
Tra le possibili cause vengono menzionate l’influenza di fattori ambientali, individuali e neurobiologici.
Anche la storia familiare della persona è importante. A tale proposito Selvini menziona tra le possibili cause del DOC “un bambino che si è caricato o è stato caricato da un eccesso di regole e rigida disciplina”.
Per questo oltre all’utilizzo di tecniche strategiche/comportamentali che agiscono sui processi mentali che sono responsabili del mantenimento del disturbo agendo sul qui ed ora, una psicoterapia ad orientamento familiare è importante nell’aiutare la persona a ripercorrere e rileggere il proprio vissuto, lavorando anche sul suo passato per comprendere le cause di possibili comportamenti.